RUOLO DEL CONSOLE PDF Stampa E-mail
Giovedì 22 Dicembre 2011 18:04

Quale il Ruolo del Console Onorario.

La figura del Console è antichissima  ed ha avuto sempre un posto rilevante nella Diplomazia di tutti i Popoli

Nell’antica Grecia, Erodoto,  nelle sue opere parla di agenti la cui figura giuridica prefigura quella dei Consoli-Giudici nel Medioevo, riconducibile alla mansione assunta oggi dai consoli onorari

Gli Egiziani concessero ai Greci residenti a Naucratis, il diritto di eleggere consoli-magistrati, affinché amministrassero la giustizia secondo la loro legge nazionale

I Romani riconoscevano ai Consoli una ruolo preminente nel loro ordinamento politico e militare

Nel medioevo il console comincio ad acquisire le caratteristiche attuali, e dall’elezione da parte dei residenti in loco si passò ad una nomina con relativo accreditamento mediante un atto pubblico dal Governo dello stato inviante.

I secoli XV e XVI sono stati favorevoli allo sviluppo dell’istituto consolare: venne istituita una fitta rete di uffici negli scali marittimi europei, su iniziativa soprattutto dei Paesi Bassi e dell’Inghilterra.

Le loro funzioni, inalterate nel tempo, sono la protezione dei connazionali e lo sviluppo del commercio

Ma solo nel 1963 la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari, sottoscritta sotto l’egida delle Nazioni unite, ha inquadrato in maniera chiara la figura e i compiti del console. La norma assegna al console, di carriera e onorario, una uguale autorità; è successivamente ciascun governo ad attribuire a ogni singolo consolato differenti responsabilità.

Ma la funzione di “civil servant”  è chiara: deve sviluppare le relazioni economiche, commerciali, scientifiche e culturali bilaterali tra il paese rappresentato e l’area in cui esercita la propria funzione, salvaguardare gli interessi del proprio paese e assistere i cittadini per le necessità amministrative. La Convenzione, rimarcando gli storici doveri, trasforma il console in un promoter che si informa e relaziona sulle condizioni e sull’evoluzione della vita economica rimanendo un “trait d’union”  indispensabile pur in presenza di una globalizzazione delle informazioni.

D’altro canto i problemi di bilancio hanno indotto i governanti a contenere il costo delle rappresentanze diplomatiche che sono aumentate, soprattutto dopo il 1989, in funzione della nascita di nuove nazioni.
La domanda che sorge spontanea è: chi favorisce le relazioni economiche di primo livello tra tutti i 192 stati del mondo?
La risposta può uscire dalla diplomazia consolare così come definita da Cordoleeza Rice in un suo intervento sulla “Transformational Diplomacy” alla Georgetown University di Washington nel gennaio 2006. Il Segretario di stato americano ricordava che ci sono circa 200 città al mondo con oltre un milione di abitanti, che non sono capitali di nazioni, prive di una presenza consolare statunitense.
Le ovvie conseguenze sono l’impossibilità di ottenere notizie in real time sulle dinamiche economiche e ciò può essere risolto da una capillare rete consolare, composta da honorary officer, che, se sapientemente gestita, estende la presenza attiva di uno stato con un rapporto di costo-efficienza ottimale.
I contribuenti del paese non sentono minimamente il peso dei consoli onorari. L’esempio riportato in un diplomacy paper del novembre scorso di Kevin Stringer per l’Istituto olandese di relazioni internazionali Clingendael, ci conduce all’Islanda. Questa nazione ha oltre 250 consoli onorari nel mondo, con il compito di promuovere l’economia, e mantiene solo due consolati di carriera (uno a New York che funge anche da rappresentanza alle Nazioni unite) e un secondo a Winnipeg.
Anche i Paesi Bassi utilizzano la propria rete consolare, in maggior parte composta da consoli onorari, per attrarre investimenti diretti (Fdi) segnalando bisogni alla Netherlands foreign investment agency, branca operativa del ministero degli Affari economici.
Nell’esperienza globale il ruolo del console, soprattutto onorario, si dimostra indispensabile per sviluppare le economie delle giovani nazioni dell’Europa orientale e dell’Africa, come pure dei microstati che non potrebbero permettersi rappresentanze consolari di carriera per ovvi motivi di bilancio.

( Informazioni  assunte da  Eurofinanza, mensile di economia internazionale, gennaio 2008)

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Gennaio 2012 17:36
 
 

Ricerca nel Sito

CALENDARIO

dicembre 2018
lmmgvsd
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Se vuoi maggiori informazioni o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione privacy policy.

Accetto i Cookie da questo Sito.